Gastrointerreil 2.1.1
Tour del Buongusto - Prima Tappa
Se state leggendo la seconda parte di questo blog, è probabile che siate riusciti a decriptare gli outfit creati da Gruter – oppure no, e siete dei fanecchi che non sanno nemmeno di cosa stiamo parlando.
In tal caso, ecco breve riassunto: quattro barbari unni, vestiti di tutto punto, approdano in Italia per prendere parte ad un tour culinario. Prima tappa: il Veneto, da La caminetta di Speranza, per assaggiare le divine Sarde in Saor.
* Si avvisano i gentili lettori che questa storia è frutto della fantasia, qualsiasi riferimento a fatti o unni reali è puramente casuale.
Elegante signorina dai capelli castani: «Prego signori, vi porto subito i menù!»
Gioffredo: «In realtà ho parlato al telefono con la signorina Michela, ha creato per noi un menù degustazione».
ESCC: «Qui non mi risulta, vado un secondo a chiamarla, scusatemi».
L’elegante signorina dai capelli castani aveva raggiunto Michela in cucina, spiegandole la situazione.
Michela: «Oh sì certo! Vado io vado io, voglio vedere la faccia di questo Gioffredo»
Michela si era diretta verso il tavolo degli unni con passo svelto, ignorando che, di lì a poco, la sua vita sarebbe cambiata per sempre.
M: «Salve signor Gioffredo! Che piacere!»
G: «Michela cara!»
M: «Mi scuso per la mia cameriera, non sa fare il suo lavoro… però a volte mi lascia usare la sua macchina»
G: «Si figuri. Va bene allora il menù degustazione, come concordato?»
M: «Certamente!. Questi invece devono essere i suoi amici, molto piacere, mi chiamo Michela»
Uldino: «No signorina, mi dispiace. Non sei il mio tipo».
Piergiulio: «Come avete fatto a fare quei buchi trasparenti nei muri?»
M: «…si riferisce alle finestre?»
Gioffredo si sentiva Houdini durante una delle sue fughe impossibili, Michela non doveva scoprire di aver accolto nella sua pizzeria un branco di barbari illetterati.
G: «Bene! Io ho una fame! Che ne dite di cominciare?»
Chang: «FERMI TUTTI».
Chang si guardava attorno circospetto, qualcosa era andato storto
U: «Grande Khan cosa succede?!»
C: «NON AVETE IL BASTONE PER LEGARE I PONY».
U: «Giusto! Il bastone! Non l’avete!»
P: «Vero! il bastone è IMPORTANTE!»
I tre unni stavano sbraitando nel bel mezzo della sala
M: «Ecco… no, non abbiamo bastoni per legare i cavalli…»
G: «Ehehehe! Che burloni! Da dove veniamo noi sono abbastanza importanti, ma ora siamo IN VACANZA IN UN POSTO LONTANO. QUI NON HANNO I PONY». «Siamo qui solo per mangiare, IN SILENZIO, vero ragazzi?»
C: «Mah».
U: «Gioffredo, il capo mi sembra arrabbiato».
P: «Non mi hanno ancora spiegato come hanno fatto i buchi sui muri».
Michela non capiva cosa stesse succedendo e stava ferma immobile, sorridendo, mentre sentiva crescere sempre di più il disagio, forse dato dal fatto di essere appena stata appena rimproverata per non possedere un palo per cavalli. Ora il suo cervello pareva un groviglio sempre più intricato di possibili soluzioni per defilarsela dalla tavolata di ominidi senza essere notata; ma sembrava non esistere una via d’uscita.
Aiuta il povero neurone di Michela a trovare la strada giusta per scappare
